Figure, La finestra sull'anima

Gli sono troppo vicina perché mi sogni

E’ l’una e mezza. Ho finito il nuovo disegno ispirato ancora a una delle poesie di Wisława Szymborska, che Simona Garbarino ha letto questa sera nel nostro salotto poetico “La finestra sull’anima”. Eccone il testo:

Gli sono troppo vicina perché mi sogni.
Non volo su di lui, non fuggo da lui
sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.
Non con la mia voce canta il pesce nella rete.
Non dal mio dito rotola l’anello.
Sono troppo vicina. Una grande casa brucia
senza che io chiami aiuto. Troppo vicina
perché la campana suoni appesa al mio capello.
Troppo vicina per entrare come un ospite
dinanzi a cui si scostano i muri.
Mai più morirò così leggera,
così fuori dal corpo, così ignara,
come un tempo nel suo sogno. Troppo,
troppo vicina. Sento il sibilo
e vedo la squama lucente di questa parola,
immobile nell’abbraccio. Lui dorme,
più accessibile ora alla cassiera d’un circo
con un leone, vista una sola volta,
che non a me distesa al suo fianco.
Per lei ora cresce dentro di lui la valle
con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato
nell’aria azzurra. Io sono troppo vicina
per cadergli dal cielo. Il mio grido
potrebbe solo svegliarlo. Povera,
limitata alla mia forma,
ed ero betulla, ed ero lucertola,
e uscivo dal passato e dal broccato
cangiando i colori delle pelli. E possedevo
il dono di sparire agli occhi stupiti,
ricchezza delle ricchezze. Vicina,
sono troppo vicina perché mi sogni.
Tolgo da sotto il suo capo un braccio,
intorpidito, uno sciame di spilli.
Sulla capocchia di ciascuno sono seduti,
da contare, angeli caduti.

Wisława Szymborska
(Traduzione di Pietro Marchesani)

..

Ed ecco la descrizione dell’immagine.
Lo sfondo è costituito da un universo stellato – incendiato in basso a sinistra dall’esplosione rossa e gialla di chissà quale corpo celeste – che passa da un blu profondo, quasi nero, a un blu marino più intenso, per arrivare a un turchese splendente (colori che si intersecano l’uno nell’altro in mille piccoli punti). Al centro galleggia una sfera che racchiude due corpi in un letto (se ne vede solo la parte superiore: la testa, le spalle e le braccia). Sono un uomo che dorme profondamente – girato sul fianco destro, le braccia piegate davanti a sé – e una donna sveglia, alle sue spalle, la testa parallela alla nuca di lui, gli occhi aperti e lo sguardo perso nei propri pensieri. Il suo braccio sinistro cinge l’uomo addormentato; il destro non si vede, ma dalla posizione di entrambi si intuisce che è sotto il corpo di lui. Sulla spalla della donna corre una lucertola screziata di giallo e rosso. Il colore prevalente nella sfera è turchese, ma il viso dell’uomo è illuminato di giallo e di rosso, quasi i riflessi dell’incendio del cielo. Il viso di lei è più in ombra: lo definiscono puntini viola e blu, qualcuno giallo. Le braccia di entrambi sono attraversate da macchie rosse e gialle, che sembrano mucchi di foglie autunnali cadute a terra. Forse ora si può intuire che i puntini di colore sul viso delle persone disegnano ombre di alberi con lunghi rami tesi al cielo. Fuori dallo spazio della sfera, in una caduta che è volo senza direzione, due angeli che ricordano Icaro stanno precipitando per l’eternità.
Al centro della sfera c’è il primo verso della poesia “Gli sono troppo vicina perché mi sogni” e il nome di Wisława Szymborska.
Ora posso provare a dormire 🙂

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